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Associazione tra ipoacusia, cadute e fragilità negli anziani

R.J. Kamil, J. Betz, B. Brott Powers, et al.

Journal of Aging and Health. 2016;28(4):644-60

L’ipoacusia è molto diffusa negli anziani, tuttavia è sotto trattata. Sebbene essa contribuisca al rischio d’insorgenza di fragilità resta poco studiata.

Questo studio ha il compito di determinare se negli anziani l’ipoacusia è associata allo sviluppo di fragilità e alle cadute.

I risultati ottenuti dimostrano che l’ ipoacusia moderata o severa è associata all’aumento del rischio di sviluppare fragilità, e che l’ipoacusia è associata all’aumento annuale del rischio di cadute.

Italiano

Polifarmacoterapia e fragilità: prevalenza, relazione ed impatto sulla mortalità in un campione di 2350 anziani francesi

M. Herr, J.M. Robine, J. Pinot, et al.

Pharmacoepidemiology and drug safety. 2015;24(6):637-46

La polifarmacoterapia è associata a numerosi esiti negativi, come l’interazione farmaco-farmaco e la mortalità. Gli anziani fragili presentano numerose condizioni croniche e pertanto possono essere a rischio di polifarmacoterapia.

 In questo studio trasversale di popolazione, si valuta la prevalenza della polifarmacoterapia e della fragilità al fine di esaminarne l’associazione e  stabilire il loro effetto indipendente e combinato sulla mortalità in un campione di 2350 anziani Francesi, con età maggiore uguale a 70 anni.

 Questo studio enfatizza l’importanza dell’effetto combinato della polifarmacoterapia e della fragilità sul rischio di morte negli anziani.  

Italiano

Qualità di vita e componenti fisiche associate alla sarcopenia: lo studio SarcoPhAge

C. Beaudart, J.Y .Reginster, J. Petermans, et al.

Experimental Gerontology. 2015;69: 103–110

Il progetto SarcoPhAge è uno studio longitudinale in atto che studia una popolazione anziana residente in comunità, con l’obiettivo di valutare la prevalenza di sarcopenia e i suoi componenti clinici utilizzando l’algoritmo diagnostico sviluppato dal gruppo di lavoro europeo sulla sarcopenia negli anziani (EWGSOP).

Gli autori hanno concluso che la sarcopenia sembra essere associata con componenti cliniche nocive ( ad esempio la fragilità e la polifarmacoterapia) rendendo questa sindrome geriatrica un vero e proprio problema di sanità pubblica. 

Italiano

Combinazione di interventi nutrizionali, cognitivi e di attività fisica per invertire la condizione di fragilità negli anziani: Uno studio randomizzato controllato

T. P. Ng, L. Feng, M. Nyunt, et al.

Am J Med. 2015;128:1225-1236.e1

Questo studio vuole analizzare la reversibilità della condizione di fragilità in 246 anziani fragili e pre-fragili residenti in comunità, a Singapore (età media: 70 anni). I partecipanti sono stati assegnati, in modo casuale, a 5 interventi dalla durata di 6 mesi: supplementazione nutrizionale, allenamento fisico, allenamento cognitivo, combinazione di trattamenti e cura usuale.

A 0, 3, 6 e 12 mesi si è valutato il punteggio di fragilità, l’indice di massa corporea, la forza d’estensione del ginocchio, la velocità dell’andamento, l’energia/vitalità, il livello fisico e gli esiti secondari (dipendenza nelle attività di vita quotidiana, ospedalizzazione e cadute).

Italiano

Effetto della supplementazione a base vitamina D e di proteine del siero arricchite con leucina, sulle misure di sarcopenia negli anziani, lo studio PROVIDE: uno studio clinico a doppio cieco placebo randomizzato controllato

J.M. Bauer, S. Verlaan, I. Bautmans, et al.

J Am Med Dir Assoc 2015;16:740-747

Questo studio clinico è di tipo multicentrico a doppio cieco, randomizzato, controllato con 2 gruppi in parallelo di 380 anziani sarcopenici indipendenti. L’obiettivo è quello di testare l’ipotesi secondo la quale i supplementi nutrizionali assunti per via orale possano migliorare la condizione di  sarcopenia.

Dallo studio emerge che la supplementazione nutrizionale migliora la massa muscolare e la funzione degli arti inferiori, e che quindi può dare dei benefici nei pazienti geriatrici.

Italiano

Restrizione calorica ed esercizio aerobico nelle donne anziane obese, sarcopeniche e non: uno studio retrospettivo osservazionale

S. Barbat-Artigas, S. Garnier, S. Joffroy, et al.

J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2016;7(3):284-9

L’obiettivo di questo studio osservazionale retrospettivo è quello di verificare l’effetto di un programma di perdita di peso, che combina la restrizione calorica, gli esercizi sulla composizione corporea e il profilo lipidico delle lipoproteine di donne obese, in accordo con la loro condizione di sarcopenia.

I dati ottenuti suggeriscono che un breve programma di perdita di peso che combina la restrizione calorica e l’esercizio aerobico può ridurre significativamente la massa grassa e migliorare il profilo lipidico delle lipoproteine nelle donne obese, indipendentemente dalla loro condizione di sarcopenia. Tali programmi possono avere effetti deleteri sulla massa magra solo nei soggetti obesi non sarcopenici.

Italiano

Associazione tra il resveratrolo assunto con la dieta e lo sviluppo della fragilità negli anziani: lo studio Invecchiare in Chianti

M. Rabassa, R. Zamora-Ros, M. Urpi-Sarda, et al.

Am J Clin Nutr. 2015;102:1534–42

Il resveratrolo può avere ruolo protettivo verso lo sviluppo di fragilità grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Questo studio ha valutato in modo prospettico l’associazione tra l’assunzione abituale di resveratrolo mediante la dieta, e lo sviluppo di fragilità dopo 3, 6 e 9 anni di follow-up  in anziani residenti in comunità.

Questo studio ha mostrato che apporti elevati di resveratrolo assunti mediante la dieta, erano associati ad un rischio inferiore di sviluppare fragilità per i primi 3 anni di follow-up, ma non dopo un periodo più lungo. 

Italiano

Effetti di un intervento basato su attività fisica negli anziani fragili: revisione sistematica di studi randomizzati controllati

C. de Labra, C. Guimaraes-Pinheiro, A. Maseda, et al.

BMC Geriatrics. 2015;15:154

L’esercizio fisico si è dimostrato utile nel ridurre il rischio di numerosi esiti di salute negativi, come ad esempio la fragilità. L’obiettivo principale di questa revisione sistematica di studi clinici randomizzati controllati (RCTs), è quella di valutare gli effetti benefici di programmi di esercizio negli anziani fragili, considerando solamente quegli studi in cui la fragilità è stata definita.

Questa revisione sistematica suggerisce che gli anziani fragili sembrano trarre benefici dagli interventi basati sull’attività fisica, sebbene il programma ottimale di allenamento non è tutt’ora noto. 

Italiano

Validità predittiva di uno strumento a 2 passaggi nell’identificare la fragilità nell’assistenza sanitaria di base

J.A.L. van Kempen, H.J. Schers, I. Philp, et al.

BMC Medicine. 2015;13:287

L’ EASY-Care Two step Older people Screening (EASY-Care TOS) è uno strumento a 2 passaggi utilizzato per identificare i soggetti fragili a rischio di esiti negativi di salute nell’assistenza sanitaria di base.

Questo studio ha come obiettivo quello di determinare il valore predittivo di questo strumento per gli esiti di salute negativi, entro un anno dalla valutazione.

I medici di base utilizzano l’ EASY-Care TOS quando secondo il loro giudizio è necessario effettuare ulteriori valutazioni, in tal modo potranno predire gli esiti negativi di salute nella loro popolazione anziana in modo efficiente e accurato, paragonabile alla valutazione multidimensionale geriatrica (VMD).

Italiano

L’energetica dell’invecchiamento e della fragilità: lo studio FRADEA

P. Abizanda, L. Romero, P.M. Sánchez-Jurado, et al.

J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2016;71(6):787-96

Il tasso metabolico a riposo (RMR) e la spesa di energia totale giornaliera (TDEE) si riducono con l’età, ma non è noto se è la fragilità a modulare questa associazione.

Gli autori hanno ipotizzato che i valori di  RMR e TDEE sono simili tra i giovani adulti e gli anziani non fragili, mentre essi sono inferiori negli anziani prefragili e in quelli fragili rispetto ai giovani adulti.

Questo studio mostra che lo status di fragilità modula le richieste energetiche dell’invecchiamento. Gli anziani fragili e prefragili presentano un ridotto eRMR rispetto agli anziani non fragili.

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