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Sarco-osteoporosi: prevalenza ed associazione con la fragilità in cinesi anziani residenti in comunità

Y.J. Wang, Y. Wang, J.K. Zhan, et al.

Int J Endocrinol. 2015;2015:482940

Questo studio applica i criteri proposti dal Gruppo di Lavoro Asiatico per la Sarcopenia (AWGS) al fine di stimare la prevalenza di sarco-osteoporosi e per investigare la relazione con la fragilità, in un campione di 316 anziani cinesi residenti in comunità.

I risultati ottenuti indicano che i pazienti con sarco-osteoporosi sono tendenzialmente ultra 80enni, con un elevato numero di comorbilità, sono fragili o pre-fragili ed in particolare sono soprattutto donne.

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Consumo di latticini e rischio di fragilità negli anziani: Uno studio prospettico di coorte

A. Lana, F. Rodriguez-Artalejo e E. Lopez-Garcia

J Am Geriatr Soc. 2015;63(9):1852-60

Alcuni studi hanno riscontrato effetti positivi collegati all’assunzione di latticini negli anziani, ma le evidenze inerenti a questa raccomandazione restano scarse.

Questo studio ha esaminato l’associazione tra il consumo di latticini e il rischio di fragilità negli anziani residenti in comunità.

I dati ottenuti mostrano che l’elevato consumo di latte e yogurt magro sono associati ad un inferiore rischio di sviluppare la fragilità e nello specifico ad un ridotto rischio di perdita involontaria di peso e di riduzione della velocità del cammino.

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Qual’è il miglioramento clinicamente significativo nella potenza degli estensori della gamba negli anziani con mobilità limitata?

D.R. Kirn, K.F. Reid, C. Hau, et al.

J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2016;71(5):632-6

Questo studio vuole stabilire quale sia il minimo miglioramento clinicamente rilevante (MCII) e il miglioramento sostanziale (SI) per la potenza degli estensori della gamba e per la velocità della contrazione muscolare negli anziani con mobilità limitata.

Questo è il primo studio che stabilisce quale sia l’MCII per la potenza degli estensori della gamba (9-10%) e della velocità di contrazione muscolare(6-7%) negli anziani con mobilità limitata.

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La postura del tronco durante il cammino è un miglior indicatore rispetto alla velocità dell’andatura del declino della funzione e della successiva fragilità?

R.A. Merchant, S. Banerji, G. Singh, et al.

J Am Med Dir Assoc. 2016;17(1):65-70

Gli anziani compensano bene il declino delle riserve fisiologiche mediante cambiamenti ambientali e con l’adattamento della postura. Questo studio è volto ad analizzare e identificare gli adattamenti significativi della postura negli anziani, i quali sono fondamentali per il mantenimento della velocità dell’andatura e per affrontare l’aumento di vulnerabilità.

I dati ottenuti suggeriscono che identificare gli adattamenti posturali prima dell’ insorgenza del declino della velocità dell’andatura aiuta a pianificare gli interventi in una comunità di anziani a rischio.

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Comparazione tra la forza di presa della mano e la forza d’estensione della gamba nel predire una ridotta velocità dell’andatura negli anziani

M.S. Fragala, D.E. Alley, M.D. Shardell, et al.

J Am Geriatr Soc. 2016;64:144–150

Questo studio è volto a comparare il potere predittivo della forza di presa della mano e dell’estensione della gamba sul rallentamento dell’andatura.

Risultati suggeriscono che la forza di presa della mano può essere una misura adeguata nel predire la funzione fisica, mentre la forza d’estensione della gamba è un predittore leggermente migliore della velocità di andatura ridotta.

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Differenze nella qualità delle cure palliative tra i pazienti con cancro, con danno d’organo e nei pazienti fragili: Uno studio basato sull’uso del Consumer Quality Index Palliative Care per i familiari

J.M. Hofstede, N.J. Raijmakers, L.S. van der Hoek, et al.

Palliat Med. 2016;30(8):780-8

L’obiettivo di questo studio è quello di comparare la qualità delle cure palliative fornite ai pazienti con cancro, ai pazienti con compromissione d’organo, ai pazienti fragili e ai loro familiari.

Rispetto ai parenti dei pazienti con cancro, i parenti di coloro che presentavano fragilità o compromissione d’organo erano più propensi a valutare negativamente le cure palliative fornite ad entrambi i tipi di pazienti e se stessi.

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Sviluppo e validazione di un indice elettronico di fragilità utilizzando dati registrati sulla cartella clinica elettronica nella pratica clinica di cura primaria

A. Clegg, C. Bates, J. Young, R.Ryan, et al.

Age and Ageing 2016;45(3):353-60

Le linee guida internazionali raccomandano la diagnosi di fragilità nella routine clinica, al fine di fornire un trattamento basato sulle evidenze, tuttavia,  gli strumenti attualmente disponibili richiedono risorse addizionali.

Questo studio retrospettivo di coorte vuole sviluppare e validare un indice elettronico di fragilità (eFI) utilizzando le informazioni registrate nella cartella clinica elettronica durante la pratica clinica di cure primarie.

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Apporto di macronutrienti e incidenza di fragilità negli anziani: uno studio prospettico di coorte

H. Sandoval-Insausti, R.F. Pérez-Tasigchana, E. López-García, et al.

J Gerontol A Biol Sci Med Sci.2016;71(10):1329-34

Questo studio esamina l’associazione tra l’apporto proteico e l’apporto di altri macronutrienti, con il rischio di fragilità negli anziani.

Gli autori hanno concluso che l’apporto di proteine totali, proteine animali e di acidi grassi mono insaturi era inversamente associato alla fragilità incidente. Pertanto promuovere l’assunzione di questi nutrienti può ridurre la fragilità.  

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Funzione neuromuscolare in diverse fasi della sarcopenia

T. Morat, K.J. Gilmore e C.L. Rice

Exp Gerontol. 2016;81:28-36.

In questo studio si applicano gli strumenti di screening sviluppati dal Gruppo di Lavoro Europeo sulla Sarcopenia (EWGSOP) su soggetti con più di 65 anni di età. Inoltre sono stati testati indici della funzione neuromuscolare derivanti da analisi in laboratorio.

Tutti i soggetti studiati sono stati categorizzati in una delle tre fasi della sarcopenia (pre-sarcopenia, sarcopenia, sarcopenia grave) sulla base della velocità dell’andatura, della forza di presa della mano e della massa muscolare. I test di laboratorio hanno trovato differenze nella funzione neuromuscolare tra i tre gruppi, tali differenze supportano lo schema di distinzione della sarcopenia in tre fasi e contribuiscono ad illustrare alcuni fattori chiave che possono spiegare le differenze delle capacità funzionali.

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Prestazioni motorie e attività fisica come predittori di cadute per livello di fragilità, negli anziani residenti in comunità: Applicazioni di tecnologia indossabile

M.J. Mohler, C.S. Wendel, R.E. Taylor-Piliae, et al.

Gerontology. 2016;62(6):654-664

Questo studio è volto a valutare come misurazioni della deambulazione, dell’equilibrio e dell’attività fisica derivanti da strumenti indossabili basati su sensori, possano essere predittive di cadute future, in anziani residenti in comunità.

I risultati ottenuti suggeriscono che i predittori indipendenti di cadute dipendono dallo stato di fragilità. Tra i parametri derivanti dai sensori, il deficit d’equilibrio, la lunghezza percorsa solitamente, e brevi periodi di permanenza in piedi erano i predittori più sensibili di cadute future sia nei soggetti pre-fragili che nei fragili. I problemi di deambulazione non erano predittori significativi di cadute future nel caso dei soggetti fragili.

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